Zombie in Greenland - Part 1

Un contemporaneo inferno dantesco...
1    Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate : Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate. 
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate
2    "Chi è costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente? ... Vien tu solo, e quei sen vada, che sì ardito intrò per questo regno. Sol si ritorni per la folle strada, pruovi, se sa, chè tu qui rimarrai, che li ha' iscorta sì buia contrada" : "Chi è costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente? ... Vien tu solo, e quei sen vada, che sì ardito intrò per questo regno. Sol si ritorni per la folle strada, pruovi, se sa, chè tu qui rimarrai, che li ha' iscorta sì buia contrada" 
"Chi è costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente? ... Vien tu solo, e quei sen vada, che sì ardito intrò per questo regno. Sol si ritorni per la folle strada, pruovi, se sa, chè tu qui rimarrai, che li ha' iscorta sì buia contrada"
3    O voi ch'avete li 'ntelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani. : O voi ch'avete li 'ntelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani. 
O voi ch'avete li 'ntelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto 'l velame de li versi strani.
4    Io sentia d'ogne parte trarre guai, e non vedea persona che 'l facesse, per ch'io tutto smarrito m'arrestai. : Io sentia d'ogne parte trarre guai, e non vedea persona che 'l facesse, per ch'io tutto smarrito m'arrestai. 
Io sentia d'ogne parte trarre guai, e non vedea persona che 'l facesse, per ch'io tutto smarrito m'arrestai.
5    Vano pensiero aduni, la sconoscente vita che i fè sozzi, ad ogne conoscenza or li fa bruni. : Vano pensiero aduni, la sconoscente vita che i fè sozzi, ad ogne conoscenza or li fa bruni. 
Vano pensiero aduni, la sconoscente vita che i fè sozzi, ad ogne conoscenza or li fa bruni.
6    Questo misero modo tengon l'anime triste di coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo. : Questo misero modo tengon l'anime triste di coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo. 
Questo misero modo tengon l'anime triste di coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.
7    Già eravam da la selva rimossi tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, perch'io in dietro riolto mi fossi, quando incontrammo d'anime una schiera che venian lungo l'argine, e ciascuna ci riguardava.... : Già eravam da la selva rimossi tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, perch'io in dietro riolto mi fossi, quando incontrammo d'anime una schiera che venian lungo l'argine, e ciascuna ci riguardava.... 
Già eravam da la selva rimossi tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, perch'io in dietro riolto mi fossi, quando incontrammo d'anime una schiera che venian lungo l'argine, e ciascuna ci riguardava....
8    E già venia su per le torbide onde, un fracasso d'un suono, pien di spavento, per cui tremavano ambedue le sponde... : E già venia su per le torbide onde, un fracasso d'un suono, pien di spavento, per cui tremavano ambedue le sponde... 
E già venia su per le torbide onde, un fracasso d'un suono, pien di spavento, per cui tremavano ambedue le sponde...
9    Questi sciagurati, che mai non fur vivi... : Questi sciagurati, che mai non fur vivi... 
Questi sciagurati, che mai non fur vivi...
10    Così adocchiato da cotal famiglia, fui conosciuto da un, che mi prese per lo lembo e gridò "Qual maraviglia!". E io, quando 'l suo braccio a me distese, ficcai li occhi per lo cotto aspetto, si che 'l viso abbrusciato non difese... : Così adocchiato da cotal famiglia, fui conosciuto da un, che mi prese per lo lembo e gridò "Qual maraviglia!". E io, quando 'l suo braccio a me distese, ficcai li occhi per lo cotto aspetto, si che 'l viso abbrusciato non difese... 
Così adocchiato da cotal famiglia, fui conosciuto da un, che mi prese per lo lembo e gridò "Qual maraviglia!". E io, quando 'l suo braccio a me distese, ficcai li occhi per lo cotto aspetto, si che 'l viso abbrusciato non difese...
11    Ei son tra l'anime più nere, diverse colpe giù li grava al fondo, se tanto scendi, la li potrai vedere. : Ei son tra l'anime più nere, diverse colpe giù li grava al fondo, se tanto scendi, la li potrai vedere. 
Ei son tra l'anime più nere, diverse colpe giù li grava al fondo, se tanto scendi, la li potrai vedere.
12    Quell'è 'l più basso loco e 'l più oscuro, e 'l più lontan dal ciel che tutto gira: ben so 'l cammin, però ti fa sicuro. Questa palude che 'l gran puzzo spira, cigne dintorno la cttà dolente, u' non potemo intrare ormai senz'ira. : Quell'è 'l più basso loco e 'l più oscuro, e 'l più lontan dal ciel che tutto gira: ben so 'l cammin, però ti fa sicuro. Questa palude che 'l gran puzzo spira, cigne dintorno la cttà dolente, u' non potemo intrare ormai senz'ira. 
Quell'è 'l più basso loco e 'l più oscuro, e 'l più lontan dal ciel che tutto gira: ben so 'l cammin, però ti fa sicuro. Questa palude che 'l gran puzzo spira, cigne dintorno la cttà dolente, u' non potemo intrare ormai senz'ira.
13    ... e dove si vede di giustizia orribil arte, a ben manifestar le cose nove... : ... e dove si vede di giustizia orribil arte, a ben manifestar le cose nove... 
... e dove si vede di giustizia orribil arte, a ben manifestar le cose nove...
14    Già eravam da la selva rimossi tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, perch'io in dietro rivolto mi fossi, quando incontrammo d'anime una schiera che venian lungo l'argine, e ciascuna ci riguardava come suol da sera guardare uno altro sotto nuova luna... : Già eravam da la selva rimossi tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, perch'io in dietro rivolto mi fossi, quando incontrammo d'anime una schiera che venian lungo l'argine, e ciascuna ci riguardava come suol da sera guardare uno altro sotto nuova luna... 
Già eravam da la selva rimossi tanto, ch'i' non avrei visto dov'era, perch'io in dietro rivolto mi fossi, quando incontrammo d'anime una schiera che venian lungo l'argine, e ciascuna ci riguardava come suol da sera guardare uno altro sotto nuova luna...
15    O cacciati dal ciel, gente dispetta. : O cacciati dal ciel, gente dispetta. 
O cacciati dal ciel, gente dispetta.
16    Questi non hanno speranza di morte, e la lor cieca vita è tanto bassa, che 'nvidiosi son d'ogne altra sorte. : Questi non hanno speranza di morte, e la lor cieca vita è tanto bassa, che 'nvidiosi son d'ogne altra sorte. 
Questi non hanno speranza di morte, e la lor cieca vita è tanto bassa, che 'nvidiosi son d'ogne altra sorte.
17    D'anime nude vidi molte gregge, che piangean tutte assai miseramente, e parea posta lor diversa legge. : D'anime nude vidi molte gregge, che piangean tutte assai miseramente, e parea posta lor diversa legge. 
D'anime nude vidi molte gregge, che piangean tutte assai miseramente, e parea posta lor diversa legge.
18    Quelli che muoion ne l'ira di Dio, tutti convengon qui d'ogne paese, e pronti sono a trapassar lo rio, ché la divina giustizia li sprona, si che la tema si volve in disio. : Quelli che muoion ne l'ira di Dio, tutti convengon qui d'ogne paese, e pronti sono a trapassar lo rio, ché la divina giustizia li sprona, si che la tema si volve in disio. 
Quelli che muoion ne l'ira di Dio, tutti convengon qui d'ogne paese, e pronti sono a trapassar lo rio, ché la divina giustizia li sprona, si che la tema si volve in disio.
19    Vecchia fama nel mondo li chiama orbi, gent' è avara, invidiosa e superba, dai lor costumi fa che tu ti forbi. La tua fortuna tanto onor ti serba, che l'una parte e l'altra avranno fame di te, ma lungi fia dal becco l'erba. : Vecchia fama nel mondo li chiama orbi, gent' è avara, invidiosa e superba, dai lor costumi fa che tu ti forbi. La tua fortuna tanto onor ti serba, che l'una parte e l'altra avranno fame di te, ma lungi fia dal becco l'erba. 
Vecchia fama nel mondo li chiama orbi, gent' è avara, invidiosa e superba, dai lor costumi fa che tu ti forbi. La tua fortuna tanto onor ti serba, che l'una parte e l'altra avranno fame di te, ma lungi fia dal becco l'erba.
20    Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond' ella stessa s'è divelta, Minòs la manda a la settima foce. Cade in la selva, e non l'è parte scelta, ma là dove fortuna la balestra. : Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond' ella stessa s'è divelta, Minòs la manda a la settima foce. Cade in la selva, e non l'è parte scelta, ma là dove fortuna la balestra. 
Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond' ella stessa s'è divelta, Minòs la manda a la settima foce. Cade in la selva, e non l'è parte scelta, ma là dove fortuna la balestra.
21    Vero è che 'n su la proda mi trovai, de la valle d'abisso dolorosa, che 'ntrono accoglie d'infiniti guai. Oscura e profonda era e nebulosa, tanto che, per ficcar lo viso a fondo, io non vi discernea alcuna cosa. : Vero è che 'n su la proda mi trovai, de la valle d'abisso dolorosa, che 'ntrono accoglie d'infiniti guai. Oscura e profonda era e nebulosa, tanto che, per ficcar lo viso a fondo, io non vi discernea alcuna cosa. 
Vero è che 'n su la proda mi trovai, de la valle d'abisso dolorosa, che 'ntrono accoglie d'infiniti guai. Oscura e profonda era e nebulosa, tanto che, per ficcar lo viso a fondo, io non vi discernea alcuna cosa.
22    Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. : Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. 
Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.
23    La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina, voltando e percotendo li molesta. : La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina, voltando e percotendo li molesta. 
La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina, voltando e percotendo li molesta.
24    L'animo mio, per disdegnoso gusto, credendo col morir fuggir disdegno, ingusto fece me contra me giusto. : L'animo mio, per disdegnoso gusto, credendo col morir fuggir disdegno, ingusto fece me contra me giusto. 
L'animo mio, per disdegnoso gusto, credendo col morir fuggir disdegno, ingusto fece me contra me giusto.
25    "Qual fortuna o destino anzi l'ultimo di qua giù ti mena?" ... "Là sù di sopra, in la vita serena", rispuos' io lui, "mi smarri' in una valle, avanti che l'età mia fosse piena"... : "Qual fortuna o destino anzi l'ultimo di qua giù ti mena?" ... "Là sù di sopra, in la vita serena", rispuos' io lui, "mi smarri' in una valle, avanti che l'età mia fosse piena"... 
"Qual fortuna o destino anzi l'ultimo di qua giù ti mena?" ... "Là sù di sopra, in la vita serena", rispuos' io lui, "mi smarri' in una valle, avanti che l'età mia fosse piena"...
26    Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond'ella stessa s'è disvelta, Minòs la manda a la settima foce. Cade in la selva, e non l'è parte scelta, ma là dove fortuna la balestra, quivi germoglia come gran di spelta. : Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond'ella stessa s'è disvelta, Minòs la manda a la settima foce. Cade in la selva, e non l'è parte scelta, ma là dove fortuna la balestra, quivi germoglia come gran di spelta. 
Quando si parte l'anima feroce dal corpo ond'ella stessa s'è disvelta, Minòs la manda a la settima foce. Cade in la selva, e non l'è parte scelta, ma là dove fortuna la balestra, quivi germoglia come gran di spelta.
27    Oh cieca cupidigia e ira folle, che si ci sproni ne la vita corta, e ne l'etterna poi si mal c'immolle ! : Oh cieca cupidigia e ira folle, che si ci sproni ne la vita corta, e ne l'etterna poi si mal c'immolle ! 
Oh cieca cupidigia e ira folle, che si ci sproni ne la vita corta, e ne l'etterna poi si mal c'immolle !
28    Questi la caccerà per ogni villa, fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno, la onde 'nvidia prima dipartilla. : Questi la caccerà per ogni villa, fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno, la onde 'nvidia prima dipartilla. 
Questi la caccerà per ogni villa, fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno, la onde 'nvidia prima dipartilla.
29    ... e trarrotti di qui per loco etterno, ove udirai le disperate strida, vedrai li antichi spiriti dolenti, ch'a la seconda morte ciascun grida. : ... e trarrotti di qui per loco etterno, ove udirai le disperate strida, vedrai li antichi spiriti dolenti, ch'a la seconda morte ciascun grida. 
... e trarrotti di qui per loco etterno, ove udirai le disperate strida, vedrai li antichi spiriti dolenti, ch'a la seconda morte ciascun grida.
30    O animal grazioso e benigno, che visitando vai per l'aere perso, noi che tingemmo il mondo di sanguigno, se fosse amico il re de l'universo, noi pregheremmo lui de la tua pace, poi c'hai pietà del nostro mal perverso. : O animal grazioso e benigno, che visitando vai per l'aere perso, noi che tingemmo il mondo di sanguigno, se fosse amico il re de l'universo, noi pregheremmo lui de la tua pace, poi c'hai pietà del nostro mal perverso. 
O animal grazioso e benigno, che visitando vai per l'aere perso, noi che tingemmo il mondo di sanguigno, se fosse amico il re de l'universo, noi pregheremmo lui de la tua pace, poi c'hai pietà del nostro mal perverso.
31    Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto, se ben m'accorsi ne la vita bella, e s'io non fossi si per tempo morto. : Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto, se ben m'accorsi ne la vita bella, e s'io non fossi si per tempo morto. 
Se tu segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto, se ben m'accorsi ne la vita bella, e s'io non fossi si per tempo morto.
32    Taci, maledetto lupo ! consuma dentro te con la tua rabbia. : Taci, maledetto lupo ! consuma dentro te con la tua rabbia. 
Taci, maledetto lupo ! consuma dentro te con la tua rabbia.
33    "Perchè se' tu si smarrito?" E io li sodisfeci al suo dimando. "La mente tua conservi quel ch'udito hai contra te, e ora attendi qui, quando sarai dinanzi al dolce raggio di quella il cui bell'occhio tutto vede, da lei sapra di tua vita il viaggio" : "Perchè se' tu si smarrito?" E io li sodisfeci al suo dimando. "La mente tua conservi quel ch'udito hai contra te, e ora attendi qui, quando sarai dinanzi al dolce raggio di quella il cui bell'occhio tutto vede, da lei sapra di tua vita il viaggio" 
"Perchè se' tu si smarrito?" E io li sodisfeci al suo dimando. "La mente tua conservi quel ch'udito hai contra te, e ora attendi qui, quando sarai dinanzi al dolce raggio di quella il cui bell'occhio tutto vede, da lei sapra di tua vita il viaggio"
34    ... l'anima tua è da viltade offesa, la qual molte fiate l'omo ingombra, si che d'onrata impresa lo risolve, come falso veder bestia quand'ombra. : ... l'anima tua è da viltade offesa, la qual molte fiate l'omo ingombra, si che d'onrata impresa lo risolve, come falso veder bestia quand'ombra. 
... l'anima tua è da viltade offesa, la qual molte fiate l'omo ingombra, si che d'onrata impresa lo risolve, come falso veder bestia quand'ombra.
35    Dopo lunga tencione verranno al sangue, e la parte selvaggia caccerà l'altra con molta offensione : Dopo lunga tencione verranno al sangue, e la parte selvaggia caccerà l'altra con molta offensione. 
Dopo lunga tencione verranno al sangue, e la parte selvaggia caccerà l'altra con molta offensione
36    Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria. : Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria. 
Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria.
37    ... che 'n tutti suo pensier piange e s'attrista, tal mi fece la bestia senza pace, che, venendomi 'ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove 'l sol tace. : ... che 'n tutti suo pensier piange e s'attrista, tal mi fece la bestia senza pace, che, venendomi 'ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove 'l sol tace. 
... che 'n tutti suo pensier piange e s'attrista, tal mi fece la bestia senza pace, che, venendomi 'ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove 'l sol tace.
38    Cred'io ch'ei credette ch'io credesse che tante voci uscisser, tra quei bronchi, da gente che per noi si nascondesse. : Cred'io ch'ei credette ch'io credesse che tante voci uscisser, tra quei bronchi, da gente che per noi si nascondesse. 
Cred'io ch'ei credette ch'io credesse che tante voci uscisser, tra quei bronchi, da gente che per noi si nascondesse.
39    Guai a voi, anime prave ! Non isperate mai veder lo cielo: i vegno per menarvi a l'altra riva, ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. : Guai a voi, anime prave ! Non isperate mai veder lo cielo: i vegno per menarvi a l'altra riva, ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. 
Guai a voi, anime prave ! Non isperate mai veder lo cielo: i vegno per menarvi a l'altra riva, ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo.
40    Così tornavan per lo cerchio tetro, da ogne mano a l'opposito punto, gridandosi anche loro ontoso metro, poi si volgea ciascun, quand'era giunto, per lo suo mezzo cherchio a l'altra giostra. : Così tornavan per lo cerchio tetro, da ogne mano a l'opposito punto, gridandosi anche loro ontoso metro, poi si volgea ciascun, quand'era giunto, per lo suo mezzo cherchio a l'altra giostra. 
Così tornavan per lo cerchio tetro, da ogne mano a l'opposito punto, gridandosi anche loro ontoso metro, poi si volgea ciascun, quand'era giunto, per lo suo mezzo cherchio a l'altra giostra.
41    Quando vidi costui nel gran diserto, "miserere di me", gridai a lui, "qual che tu sii, od ombra od omo certo!" : Quando vidi costui nel gran diserto, "miserere di me", gridai a lui, "qual che tu sii, od ombra od omo certo!" 
Quando vidi costui nel gran diserto, "miserere di me", gridai a lui, "qual che tu sii, od ombra od omo certo!"
42    Se l'om ti faccia liberamente ciò che 'l tuo dir priega, spirito incarcerato, ancor ti piaccia di dirne come l'anima si lega in questi gnocchi, e dinne, se tu puoi, s'alcuna mai di tal membra si piega. : Se l'om ti faccia liberamente ciò che 'l tuo dir priega, spirito incarcerato, ancor ti piaccia di dirne come l'anima si lega in questi gnocchi, e dinne, se tu puoi, s'alcuna mai di tal membra si piega. 
Se l'om ti faccia liberamente ciò che 'l tuo dir priega, spirito incarcerato, ancor ti piaccia di dirne come l'anima si lega in questi gnocchi, e dinne, se tu puoi, s'alcuna mai di tal membra si piega.
43    ... tale scendeva l'etternale ardore, onde la rena s'accendea, com'esca sotto focile, a doppiar lo dolore. Senza riposo mai era la tresca de le misere mani... : ... tale scendeva l'etternale ardore, onde la rena s'accendea, com'esca sotto focile, a doppiar lo dolore. Senza riposo mai era la tresca de le misere mani... 
... tale scendeva l'etternale ardore, onde la rena s'accendea, com'esca sotto focile, a doppiar lo dolore. Senza riposo mai era la tresca de le misere mani...
44    Qual io fui vivo, tal son morto. Se Giove stanchi 'l suo fabbro da cui crucciato prese la folgore arguta... e me saetti con tutta sua forza, non ne potrebbe aver vendetta allegra. : Qual io fui vivo, tal son morto. Se Giove stanchi 'l suo fabbro da cui crucciato prese la folgore arguta... e me saetti con tutta sua forza, non ne potrebbe aver vendetta allegra. 
Qual io fui vivo, tal son morto. Se Giove stanchi 'l suo fabbro da cui crucciato prese la folgore arguta... e me saetti con tutta sua forza, non ne potrebbe aver vendetta allegra.
45    Il foco etterno ch'entro l'affoca le domostra rosse, come tu vedi in questo basso inferno. Noi pur giungemmo dentro a l'alte fosse, che vallan quella terra sconsolata, le mura mi parea che ferro fosse. : Il foco etterno ch'entro l'affoca le domostra rosse, come tu vedi in questo basso inferno. Noi pur giungemmo dentro a l'alte fosse, che vallan quella terra sconsolata, le mura mi parea che ferro fosse. 
Il foco etterno ch'entro l'affoca le domostra rosse, come tu vedi in questo basso inferno. Noi pur giungemmo dentro a l'alte fosse, che vallan quella terra sconsolata, le mura mi parea che ferro fosse.
46    ... e ha natura si malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo 'l pasto ha più fame che pria. : ... e ha natura si malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo 'l pasto ha più fame che pria. 
... e ha natura si malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo 'l pasto ha più fame che pria.
47    Tutto che questa gente maledetta, in vera perfezion già mai non vada, di là più che di qua essere aspetta. : Tutto che questa gente maledetta, in vera perfezion già mai non vada, di là più che di qua essere aspetta. 
Tutto che questa gente maledetta, in vera perfezion già mai non vada, di là più che di qua essere aspetta.
48    Mischiate sono a quel cattivo coro, de li angeli che non furon ribelli, né fur fedeli a Dio, ma per sè fuoro. Caccianli i ciel per non esser men belli, né lo profondo inferno li riceve, ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli. : Mischiate sono a quel cattivo coro, de li angeli che non furon ribelli, né fur fedeli a Dio, ma per sè fuoro. Caccianli i ciel per non esser men belli, né lo profondo inferno li riceve, ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli. 
Mischiate sono a quel cattivo coro, de li angeli che non furon ribelli, né fur fedeli a Dio, ma per sè fuoro. Caccianli i ciel per non esser men belli, né lo profondo inferno li riceve, ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli.
49    La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina, voltando e percotendo li molesta : La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina, voltando e percotendo li molesta. 
La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina, voltando e percotendo li molesta
50    Or ci movemmo con la scorta fida, lungo la proda del bollor vermiglio, dove i bolliti facieno alte strida; Io vidi gente sotto infino al ciglio, e 'l gran centauro disse: " E' son tiranni che dier nel sangue e ne l'aver di piglio, quivi si piangon li spietati danni" : Or ci movemmo con la scorta fida, lungo la proda del bollor vermiglio, dove i bolliti facieno alte strida, Io vidi gente sotto infino al ciglio, e 'l gran centauro disse: " E' son tiranni che dier nel sangue e ne l'aver di piglio, quivi si piangon li spietati danni" 
Or ci movemmo con la scorta fida, lungo la proda del bollor vermiglio, dove i bolliti facieno alte strida; Io vidi gente sotto infino al ciglio, e 'l gran centauro disse: " E' son tiranni che dier nel sangue e ne l'aver di piglio, quivi si piangon li spietati danni"
51    Diverse lingue, orribili favelle, parole di dolore, accenti d'ira, voci alte e fioche, e suon di man con elle facevano un tumulto, il qual s'aggira sempre in quell'aura senza tempo tinta... : Diverse lingue, orribili favelle, parole di dolore, accenti d'ira, voci alte e fioche, e suon di man con elle facevano un tumulto, il qual s'aggira sempre in quell'aura senza tempo tinta... 
Diverse lingue, orribili favelle, parole di dolore, accenti d'ira, voci alte e fioche, e suon di man con elle facevano un tumulto, il qual s'aggira sempre in quell'aura senza tempo tinta...
52    Qui si convien lasciare ogne sospetto, ogne viltà convien che qui sia morta. Noi siam venuti al loco ov'i' t'ho detto che tu vedrai le genti dolorose, c'hanno perduto il ben de l'intelletto. : Qui si convien lasciare ogne sospetto, ogne viltà convien che qui sia morta. Noi siam venuti al loco ov'i' t'ho detto che tu vedrai le genti dolorose, c'hanno perduto il ben de l'intelletto. 
Qui si convien lasciare ogne sospetto, ogne viltà convien che qui sia morta. Noi siam venuti al loco ov'i' t'ho detto che tu vedrai le genti dolorose, c'hanno perduto il ben de l'intelletto.
53    ... e in etterno munge le lagrime, che col bollor diserra... : ... e in etterno munge le lagrime, che col bollor diserra... 
... e in etterno munge le lagrime, che col bollor diserra...
54    ... lucean li occhi suoi più che la stella : ... lucean li occhi suoi più che la stella. 
... lucean li occhi suoi più che la stella
55    Questi parea che contra me venisse, con la test'alta e con rabbiosa fame, si che parea che l'aere ne tremesse. : Questi parea che contra me venisse, con la test'alta e con rabbiosa fame, si che parea che l'aere ne tremasse. 
Questi parea che contra me venisse, con la test'alta e con rabbiosa fame, si che parea che l'aere ne tremesse.
56    Bestemmiavano Dio e lor parenti, l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'l seme di lor semenza e di lor nascimenti. Poi si ritrasser tutte quante insieme, forte piangendo, a la riva malvagia, ch'attende ciascun uom che Dio non teme. : Bestemmiavano Dio e lor parenti, l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'l seme di lor semenza e di lor nascimenti. Poi si ritrasser tutte quante insieme, forte piangendo, a la riva malvagia, ch'attende ciascun uom che Dio non teme. 
Bestemmiavano Dio e lor parenti, l'umana spezie e 'l loco e 'l tempo e 'l seme di lor semenza e di lor nascimenti. Poi si ritrasser tutte quante insieme, forte piangendo, a la riva malvagia, ch'attende ciascun uom che Dio non teme.
57    Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer si forte che, come vedi, ancor non m'abbandona. : Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer si forte che, come vedi, ancor non m'abbandona. 
Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer si forte che, come vedi, ancor non m'abbandona.
58    Supin giacea in terra alcuna gente, alcuna si sedea tutta raccolta, e altra andava continuamente. Quella che giva 'ntorno era più molta, e quella men che giacea al tormento, ma più al duolo avea la lingua sciolta. : Supin giacea in terra alcuna gente, alcuna si sedea tutta raccolta, e altra andava continuamente. Quella che giva 'ntorno era più molta, e quella men che giacea al tormento, ma più al duolo avea la lingua sciolta. 
Supin giacea in terra alcuna gente, alcuna si sedea tutta raccolta, e altra andava continuamente. Quella che giva 'ntorno era più molta, e quella men che giacea al tormento, ma più al duolo avea la lingua sciolta.
59    O anime che giunte siete a veder lo stazio disonesto c'ha le mie fronde sì da me disgiunte, raccoglietele al piè del tristo cesto. : O anime che giunte siete a veder lo stazio disonesto c'ha le mie fronde sì da me disgiunte, raccoglietele al piè del tristo cesto. 
O anime che giunte siete a veder lo stazio disonesto c'ha le mie fronde sì da me disgiunte, raccoglietele al piè del tristo cesto.
60    Tra tutto l'altro ch'i t'ho dimostrato, poscia che noi intrammo per la porta lo cui sogliare a nessuno è negato, cosa non fu da li tuoi occhi scorta, notabile com'è il presente rio, che sovra sè tutte fiammelle ammorta. : Tra tutto l'altro ch'i t'ho dimostrato, poscia che noi intrammo per la porta lo cui sogliare a nessuno è negato, cosa non fu da li tuoi occhi scorta, notabile com'è il presente rio, che sovra sè tutte fiammelle ammorta. 
Tra tutto l'altro ch'i t'ho dimostrato, poscia che noi intrammo per la porta lo cui sogliare a nessuno è negato, cosa non fu da li tuoi occhi scorta, notabile com'è il presente rio, che sovra sè tutte fiammelle ammorta.